SAN LEONE - Gilia for All

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Sin dal periodo romano la zona montana di "Cirifoddi", attualmente facente parte del comune di Assemini, destò interesse per i suoi minerali, attestato dai ritrovamenti archeologici. Nel 1861 la Societè Anonyme des Auts Fourneaux, Forge set Accieries, Petit Gaudet et C. acquistò 360 ha di terreno includenti le masse ferrifere dando avvio alla coltivazione del giacimento nel 1863 sotto la direzione del Ing. L. Gouin. Il giacimento ferrifero di San Leone comprendevano tre vecchie concessioni: San Leone (nome datogli dal suo scopritore Ing. Leone Gouin), Su Meriagu e Sant'Antonio. Fu inoltre costruita una strada ferrata lunga 15,4 km per il trasporto del materiale su locomotiva a vapore, la prima in Sardegna, che collegava la miniera con la spiaggia della Maddalena, da dove partiva la spedizione sui grandi bastimenti con destinazione le fonderie francesi.
I lavori di coltivazione continuarono a cielo aperto fino a che il diminuire degli affioramenti, ed il calo del prezzo del ferro costrinsero la società a sospendere l'estrazione del minerale. Dal 1886 fino al 1922 vi furono altri piccoli tentativi di risveglio della coltivazione, ma con scarsi risultati a causa anche dell'alto costo del minerale di San Leone. Nel 1922 fu revocata la concessione e la miniera passò al demanio. L’ultimo tentativo di sfruttamento risale al 1950 con la Società Mineraria e Siderurgica Ferromin che mise in luce un quantitativo di minerale pari ad alcuni milioni di tonnellate e costruì un importante impianto di trattamento del minerale. La chiusura della laveria nel gennaio del 1963 anticipò di poco la chiusura della miniera. Negli anni 1970-75 i terreni ed i fabbricati vennero venduti ad una industria alimentare.
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